Dieta Low Fodmap e Sindrome dell’Intestino Irritabile

La Sindrome dell’Intestino Irritabile (Irritable bowel syndrome – IBS), conosciuta anche come Sindrome del Colon Irritabile, è un disturbo funzionale caratterizzato da dolore addominale e alterazioni dell’alvo in assenza di altra patologia organica. Nella popolazione è molto frequente e coinvolge dal 7 al 15% della popolazione, prevalentemente donne e colpisce nel 50% dei casi persone sotto i 35 anni di età.

Tra i fattori potenzialmente implicati nella sua genesi troviamo: una pregressa infezione gastrointestinale, un’alterazione di meccanismi di cross-talk neurormonali dell’asse intestino-cervello e un’alterata permeabilità intestinale. I meccanismi fisiopatologici alla base della Sindrome dell’Intestino Irritabile  sono legati all’alterazione della motilità intestinale, ad una ipersensibilità al dolore viscerale uniti a disturbi psicologici (ansia, depressione) e ad alterazioni del microbiota.

Il trattamento della Sindrome del Colon Irritabile consiste principalmente nell’adozione di un’alimentazione specifica come la dieta LOW FODMAP e nell’eventuale supporto psicologico teso ad un miglioramento della gestione dello stress oltre che all’utilizzo di integratori o farmaci specifici.

Come riconoscere la Sindrome dell’Intestino Irritabile?

Generalmente le persone che soffrono di IBS lamentano dolore addominale ricorrente, in media, almeno un giorno a settimana negli ultimi 3 mesi, con 2 o più dei seguenti criteri:

  • correlato alla defecazione
  • associato con un cambiamento nella frequenza di evacuazione delle feci
  • associato con un cambiamento nella forma in cui si presentano le feci
  • persistenza dei sintomi da almeno 6 mesi fa

Molti sintomi sono comuni ad altre malattie organiche come le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (Inflammatory Bowel Disease – IBD), endometriosi, etc.. dunque ricordo che la diagnosi spetta esclusivamente al medico, nessun’altra figura può sostituirsi al parere di un medico esperto e bisogna assolutamente evitare di fare autodiagnosi.

Sintomi della Sindrome del Colon Irritabile

  • dolore addominale diffuso o localizzato ai quadranti inferiori dell’addome
  • alvo diarroico o stiptico o alterno
  • distensione addominale e meteorismo
  • nausea
  • vomito
  • dispepsia
  • disfunzioni sessuali
  • alterazioni urinarie
  • dispareunia

Condizioni funzionali simili alla IBS

  • Costipazione funzionale (ultimi 3 mesi: manca dolore, feci dure, evacuazioni incomplete, < 3 feci/week)
  • Diarrea funzionale (no dolore, feci molle almeno 1 volta su 4 in assenza di altri disturbi da 3 mesi almeno)
  • Boating funzionale (gonfiore ricorrente o tensione addominale almeno 1 volta la settimana da almeno 3 mesi)
  • NCGS
  • Candidiasi
  • SNAS

Cause della Sindrome dell’Intestino Irritabile

L’IBS ha cause multifattoriali e non completamente chiare. I meccanismi proposti sono diversi:

  • Disregolazione della motilità intestinale
  • Infiammazione e aumentata permeabilità intestinale
  • Postinfectious (PI-IBS)
  • Cause genetiche ed ereditarie
  • Problematiche psicosociali
  • Ipersensibilità viscerale
  • alterazioni della composizione del microbiota
  • alterata comunicazione asse cervello-intestino

Dieta Low FODMAP

Chi soffre di Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) generalmente trova sollievo seguendo una dieta a basso contenuto di FODMAPs. Questo approccio dietetico mira a ridurre il contenuto medio di FODMAPs nella dieta del paziente per ridurre sintomi quali il gonfiore, il dolore addominale, la diarrea e la costipazione.

Cosa sono i FODMAP?

FODMAP è un acronimo e sta ad indicare quelle molecole responsabili della sintomatologia gastrointestinale, e sono: Fermentable Oligosaccharides Disaccharides Monosaccharides And Polyols, ovvero oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili. La dieta Low FODMAP si focalizza sulla riduzione o eliminazione temporanea di questi alimenti per alleviare i sintomi.

I principali FODMAPs sono:

  • Lattosio: è un disaccaride formato da glucosio e galattosio. Fonti ricche di lattosio includono: latte, formaggi molli, gelati e crema di pasticceria. Per essere assorbito il lattosio deve essere idrolizzato dall’enzima lattasi, questo può essere transitoriamente ridotto generando malassorbimento e dunque sintomatologia specifica;
  • Polioli: sono naturalmente presenti in frutta, verdura e addizionati a cibi industriali: Tra i polioli troviamo il sorbitolo, il mannitolo lo xilitolo ed il maltitolo. L’assorbimento dei polioli è molto lento e avviene per diffusione passiva. Un loro eccesso dunque causa un importante richiamo di acqua causando distensione addominale;
  • Fruttosio: negli alimenti è presente in 4 forme diverse: come monosaccaride, disaccaride (nel saccarosio), oligosaccaride (nei fruttani) e polisaccaride (nell’inulina). Il suo assorbimento dipende dalle concentrazioni di glucosio dunque, qualora il consumo di fruttosio fosse maggiore del glucosio, il suo assorbimento ne risentirebbe. L’eccesso di fruttosio accumulato causa un accumulo di acqua con conseguente distensione. Come i polioli, viene fermentato dalla flora batterica e ciò comporta una produzione di gas e dunque gonfiore;
  • Fruttani: sono composti da corte catene di fruttosio e sono presenti in numerosissimi alimenti come: frumento, orzo, segale, cipolla e aglio. L’essere umano non ha l’enzima per digerirli dunque è risaputo che sono malassorbiti. I fruttani arrivano inalterati nel colon dove subiscono un processo di fermentazione (con produzione di gas e gonfiore), sono quindi essenziali anch’essi per il benessere della flora batterica intestinale;
  • GOS: i galatto-oligosaccaridi (GOS) sono sostanze formate da galattosio e glucosio, rappresentati principalmente dal raffinosio e dallo stachiosio. Come per i fruttani, l’essere umano non dispone dell’enzima necessario all’idrolisi della sostanza dunque tendono ad essere fermentati con produzione di gas. Come per i fruttani, rivestono il ruolo di prebiotici.

Alimenti sconsigliati (ricchi in FODMAP)

  • Frutta: mele, pere, banana matura, mango, fichi, pesche, albicocche, avocado, prugne, anguria, mirtilli, cocco fresco, pompelmo, cachi e datteri
  • Verdura: cipolla, aglio, porro, asparagi, carciofi, funghi, broccoli, cavolfiore, sedano e patate dolci
  • Pane e cereali: frumento, orzo, farro, segale e derivati
  • Legumi in generale
  • Noci e semi: anacardi e pistacchi
  • Latticini e alternative: latte di vacca, formaggi non fermentati, latte di cocco e latte di soia
  • Dolcificanti e condimenti: miele, dolcificanti

Variabilità del contenuto dei FODMAPs negli alimenti

La composizione in FODMAP di diversi alimenti dipende da molti fattori. Ad esempio: le variazioni stagionali, la temperatura di conservazione, la parta della pianta esaminata (es. radici o foglie) ed il grado di maturazione.

variazioni del contenuto in fodmap nella banana

La concentrazione di FODMAP a secondo del grado di maturazione è evidente analizzando la banana. Il contenuto in fruttani della banana aumenta quando viene conservata e maturata in ambienti freddi, questa pratica è ormai relativamente comune da parte delle catene di supermercati per prevenire il deterioramento e garantire una maturazione uniforme.

Diminuire l’apporto di FODMAP di un alimento cucinando

  • Bollitura, inscatolamento e pressatura sono esempi di tecniche di food processing che manipolano l’acqua. Queste tecniche sono in grado di diminuire il contenuto di FODMAPs solubili (soprattutto fruttani e GOS)
  • Lievitazione, come sopra, è una tecnica in grado di abbassaere il contenuto medio di FODMAPs
  • Gli alimenti in salamoia o sottoaceto generalmente contengono meno FODMAPs rispetto allo stesso alimento fresco
  • I legumi, generalmente uno degli alimenti che determinano più disturbi, possono a volte essere ben tollerati se decorticati o inscatolati  
  • La cottura a fuoco lento a temperatura appena al di sotto del punto di ebollizione riduce il contenuto di FODMAPs in quantità variabile a seconda del tempo impiegato
  • La scolatura dei legumi allontanando l’acqua di cottura consente un ulteriore abbattimento del contenuto di FODMAPs

Esempio di dieta per la Sindrome dell’Intestino Irritabile

Iniziamo con alcune buone pratiche da recuperare qualora non siano attualmente rispettate:

  • Assumere senza fretta 4-5 pasti al giorno, non abbondanti e bilanciati, non distanziati tra loro da eccessivi intervalli di digiuno
  • Evitare di coricarsi subito dopo aver mangiato
  • Bere almeno 2L di acqua al giorno
  • Evitare alcol e bevande gassate
  • Moderare il consumo di carne rossa
  • Bilanciare l’assunzione di fibre, preferendo quelle solubili a quelle non solubili
  • Limitare l’assunzione degli amidi resistenti alla digestione
  • Moderare il consumo di cibi grassi o fritti
  • Evitare l’utilizzo di dolcificanti

Focalizziamoci ora sul moderare l’introito dei FODMAPs. Innanzitutto, è bene tenere a mente che la dieta Low-FODMAP non è una dieta di esclusione ma di sostituzione momentanea dei cibi ad alto contenuto di FODMAP con quelli a basso contenuto.

Cosa mangiare in un giorno tipo?

  • COLAZIONE: 200ml di latte parzialmente scremato delattosato con 30g di cornflakes
  • SPUNTINO: 10g di mandorle secche + 1 banana non matura
  • PRANZO: 80-100g di riso con zucchine e una proteina magra a scelta + 15g olio extravergine d’oliva
  • SPUNTINO: 1 arancio
  • CENA: 200g di una proteina magra (non ripetere la stessa fonte del pranzo) + spinaci + 4 gallette di riso + 15g olio extravergine d’oliva

Fasi della dieta Low-FODMAP

Inizialmente l’approccio consiste in una riduzione importante dei FODMAP per una durata di 3-6 settimana. Questa fase può essere più o meno rigida a secondo di quanto emerso nella fase di anamnesi alimentare. La seconda fase, per una durata media di 8 settimane, prevede la reintroduzione dei singoli alimenti contenenti FODMAP. Questa fase è progressiva ed è fondamentale per valutare la tolleranza del paziente, sulla base dei risultati di questa fase verrà poi impostato il piano alimentare definitivo che il paziente, durante la terza fase, gestirà in autonomia.

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Integratori utili per la Sindrome dell’intestino Irritabile

  • Berberina
  • Vitamina D
  • Curcumina
  • Olio essenziale di menta piperita
  • Fibre solubili

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