Dieta in Gravidanza

dieta in gravidanza roma

La gravidanza è una fase di vita speciale per le donne e necessita – prima, durante e dopo – di un importante supporto nutrizionale. Una corretta alimentazione risulta fondamentale per sostenere la madre durante la gestazione ma è altresì importante per il corretto sviluppo fetale. La gestione del peso e dei macro e micronutrienti è considerata una delle principali misure di salvaguardia per ottenere gravidanze di successo. Vediamo in questo articolo come dovrebbe essere strutturata una dieta in gravidanza e come calcolare l’incremento ponderale atteso.

Alimentazione in gravidanza

La prima frase che vi sentirete dire sarà: “mi raccomando, adesso devi mangiare bene“. Ma bene cosa vorrebbe dire? Alimentarsi correttamente vuol dire, soprattutto per noi italiani, seguire quelle che sono (erano, ahimè) le nostre abitudini, ossia quelle di una Dieta Mediterranea e quindi: consumare regolarmente alimenti ricchi di fibre come le verdure, cereali possibilmente integrali, proteine magre e i cosìdetti grassi buoni (pesce, olio EVO, frutta secca).

piramide alimentare dieta mediterranea
credit: fondazioneveronesi.it

Riassumendo:

  • Non mangiare per due ma due volte meglio
  • Consumare 5 porzioni tra frutta e verdura al giorno
  • Prediligere gli amidacei integrali (pane, pasta, riso, etc.)
  • Mangiare regolarmente alimenti ricchi di fibre come: legumi e frutta secca
  • Prediligere come fonti proteiche: carni magre e possibilmente bianche, pesce (3 volte la settimana), legumi e uova (2 volte la settimana)

Come cambiano i fabbisogni nutrizionali e a cosa prestare attenzione:

  • Garantire un corretto introito calorico per garantire l’incremento ponderale complessivo previsto per le diverse classi di BMI
  • Aumentare gradualmente, secondo i trimestri, il fabbisogno di proteine
  • Mantenere invariato il fabbisogno di carboidrati e di grassi
  • Assumere almeno 175g di carboidrati al giorno per garantire un adeguato apporto al cervello sia materno sia fetale
  • Prediligere i cereali integrali per garantire un adeguato apporto di fibre per raggiungere il target di circa 28 g/giorno
  • Il consumo di carboidrati (mono e disaccaridi) non deve superare il 10% dei carboidrati complessivi
  • Aumentare l’assunzione di DHA di 100-200 mg al giorno
  • Assumere 400 μg/die di acido folico almeno trenta giorni prima del concepimento e fino ad almeno tre mesi di gestazione
  • Astenersi dall’assunzione di alcol
  • Nono consumare più di due tazzine di caffè al giorno (200 mg caffeina)

Dieta in gravidanza nel primo trimestre

  • I LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) riportano livelli di assunzione raccomandati di proteine di alta qualità pari ad almeno 1g/kg e generalmente non inferiori a 55 g/giorno per una donna adulta.
  • Si raccomanda di incrementare l’apporto calorico di circa 69 kcal/giorno. L’incremento calorico è quasi nullo perchè in questa fase avviene solamente un accrescimento dell’utero e del volume di sangue che complessivamente comportano un incremento di circa 1kg.
  • La dieta deve essere variegata e possibilmente in linea con la Dieta Mediterranea, serve integrare l’acido folico e se necessario anche il ferro.

Dieta in gravidanza nel secondo trimestre

  • I LARN raccomandano un incremento della quota proteica di 8 g/giorno rispetto al primo trimestre
  • Si raccomanda di incrementare l’apporto calorico di circa 266 kcal/giorno. In questa fase è bene supportare energicamente la madre in quanto ora avviene un importante crescita dei tessuti materni e del feto.
  • L’aumento di peso stimato oscilla tra i 200g/settimana per donne obese e 500g/settimana per donne sottopeso.

Dieta in gravidanza nel terzo trimestre

  • I LARN raccomandano un incremento della quota proteica di 26 g/giorno rispetto al secondo trimestre
  • Si raccomanda di incrementare l’apporto calorico di circa 496 kcal/giorno. In questa fase avviene, logicamente, il vero incremento ponderale per via tanto della crescita fetale quanto per l’aumento di volume della placenta.
  • L’aumento di peso stimato oscilla tra i 200g/settimana per donne obese e 500g/settimana per donne sottopeso.

Aumento di peso in gravidanza

Il monitoraggio del peso durante la gravidanza è molto importante così come il calcolo del BMI ad inizio e fine della gravidanza. Sulla base del BMI pre-gravidico si calcola l’apporto calorico giornaliero per raggiungere il range di peso prestabilito a secondo della situazione di partenza.

  • Donno sottopeso (BMI < 18.5) dovrebbero raggiungere un incremento ponderale di circa 12,5-18kg al termine della gravidanza
  • Donno normopeso (BMI 18.5 – 24.9) dovrebbero raggiungere un incremento ponderale di circa 11,5-16kg al termine della gravidanza
  • Donno sovrappeso (BMI 25 – 29.9) dovrebbero raggiungere un incremento ponderale di circa 7-11,5kg al termine della gravidanza
  • Donno obese (BMI > 30) dovrebbero raggiungere un incremento ponderale di circa 5-9kg al termine della gravidanza
  • In caso di gravidanza gemellare, l’incremento ponderale stimato al termine della gravidanza oscilla tra 11-25kg.

Per le donne obese si consiglia una riduzion del peso prima di intraprendere la gravidanza per raggiungere possibilmente il normopeso o almeno la condizione di sovrappeso. Sempre per le donne obese, si consiglia una supplementazione maggiore di acido folico (4-5 mg) a cominciare da un mese prima del concepimento fino alla fine del primo trimestre.

Prevenire le tossinfezioni alimentari in gravidanza

Il cibo può essere un veicolo di potenziali patologie di origine alimentare ed è bene prestare attenzione per evitare di mettere a rischio la salute della madre e del neonato. Oltre a potenziali infezioni, gli alimenti sono potenzialmente pericolosi in quanto veicolo di sostanze tossiche come diossine e policlorobifenili (PCB). Per il fenomeno del bioaccumulo, ossia l’aumento della presenza di un elemento salendo la catena trofica, è bene prestare attenzione alla tipologia di carne o pesce che si sceglie di consumare. Ad esempio, il mercurio è un metallo che normalmente assumiamo con l’alimentazione ed è innocuo, può risultare pericoloso quando questo è trasformato da alcuni batteri in metilmercurio. Per questo motivo, si consiglia alle donne in gravidanza di consumare preferibilmente pesci di piccola taglia.

Listeriosi

Si tratta di una tossinfezione alimentare causata dal batterio Listeria monocytogenes, sebbena sia rara è potenzialmente pericolosa. Gli alimenti che più frequentemente causano questa tossinfezione sono: pesce e carni crude, verdure crude e latte e derivati non pastorizzati. Come prevenzione si consiglia di attuare le norme igieniche di base e quindi: lavare con cura gli alimenti e gli utensili da cucina, cuocere correttamente gli alimenti per intero e consumarli possibilmente all’istante (evitare di conservarli troppo a lungo in frigorifero).

Salmonellosi

La più frequente delle tossinfezioni alimentari, anch’essa potenzialmente molto pericolosa in quanto può causare aborto spontaneo. La trasmissione avviene tramite alimenti o bevande contaminate, tra gli alimenti più e rischio ci sono: uova crude, latte e derivati crudi, carne cruda o non cotta correttamente, verdura e frutta contaminata con utensili da cucina contaminati. Per evitare contaminazioni è fondamentale manipolare ed igienizzare con cura gli alimenti e gli utensili da cucina.

Toxoplasmosi

Questa tossinfezione è causata dal protozoo Toxoplasma gondii il cui ciclo riproduttivo comprende due ospiti: il gatto e l’uomo. Sebbene questa infezione risulti principalmente asintomatica, a differenza dei due casi sopracitati, è molto pericolosa tanto da essere inserita nel complesso TORCH ossia una serie di infezioni potenziali di mortalità feto-neonatale. Anche in questo caso, come misure preventive si consiglia di riporre massima attenzione alle norme igienico-sanitarie e alla cattura degli alimenti. A differenza dei casi precedenti, essendo il gatto un potenziale veicolo di infezione, occorre usare precauzionalmente i guanti quando si pulisce la lettiera.

Nutrizionista a Roma per dieta in gravidanza

Abbiamo visto quanto risulti importante la gestione del peso e della dieta in gravidanza. Gestire correttamente l’alimentazione risulterà determinante per avere gravidanze di successo e per preservare la salute ed il recupero post-partum della madre. Le indicazioni riportate in questo articolo sono a scopo informativo, consiglio a tutte le future mamme di farsi seguire da un Biologo Nutrizionista esperto.

Referenze

  • Nutrizione in gravidanza e durante l’allattamento, SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia
  • Società italiana di nutrizione umana, Livelli di assunzione giornalieri raccomandati di nutrienti per la popolazione italiana (L.A.R.N.). Revisione 2014.

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